Dopo tre mesi passati in Polonia e appena due settimane in Sardegna, mi sono sorpresa a pensare, rientrando dall’ennesimo viaggio della speranza, “finalmente a casa!”. Ma l’affetto che ho trovato tornando in questo angolo sperduto della Polonia, mi ha davvero fatto sentire a casa, nonostante il passaggio traumatico dai +20 gradi ai -10, praticamente come saltare due stagioni!
Oltre a baci e abbracci coi colleghi, chi mi ha riscaldato il cuore sono stati i bambini, come sempre. In tutto questo tempo non sono mai stati particolarmente propensi alle coccole, ma il giorno in cui siamo tornate nella foresta, non hanno fatto altro che abbracciarmi, sorridere, acconciarmi i capelli, semplicemente tenermi per mano. La loro reazione al nostro rientro mi ha stupito e l’unica spiegazione che ho trovato è stata quella che avessero temuto di essere stati abbandonati anche da noi. Scrivo “anche” perchè purtroppo il centro durante le vacanze di Natale si è quasi svuotato: Deni, Izar, Selima, Daut, Loma e tutte le loro famiglie sono stati costretti a tornare in Cecenia. Ci sono facce nuove, ma i corridoi vuoti danno l’impressione che tutti gli edifici siano disabitati.
Devo ammettere, però, che al rientro più che per tutti gli altri ho temuto che Mohamad e Mikhal-Azni fossero partiti. Invece lui è arrivato con il suo Spider-Man personale, finalmente! E’ un profumino che ha per tappo uno Spider-Manino di plastica. Lei è arrivata, invece, con il suo carico di pianto. Sembra infatti che in tutto questo tempo sia stata la vittima prediletta dei morsi sia di Mohamad che di Magomed, così per qualche giorno si è rifiutata di venire all’asilo, ma ora ha ripreso. “Per fortuna!” penso, perchè l’asilo senza di lei resta poco originale. Per esempio qualche mattina fa, siamo andati a passeggiare nella foresta coi bambini, perchè ora il tempo è più clemente e, siccome la neve ha iniziato a sciogliersi, i polacchi si sentono come in primavera. A me, per caso, è capitata lei da tenere per mano. Per tutta la strada, quando è riuscita a non scivolare, ha raccolto il ghiaccio e ne ha diviso una parte da mettere in tasca e un’altra da leccare. Il fatto che il ghiaccio le si sciogliesse addosso bagnandola completamente e che fosse marroncino/nerastro per via delle macchine che ci sono passate sopra, non l’ha dissuasa minimamente e così anche io, pensando fosse un buon rimedio per i suoi anticorpi.
Un incontro più che gradito è stato quello con Golden Man, che ora vive in città, ma torna a trovare i suoi amici del centro. Nella sua tipica chiaccherata delirante ci ha detto quanto gli piaccia Cosa Nostra e ci ha invitato a pranzo un venerdì. Nel momento di memorizzare il numero, però, ho avuto dei problemi a ricordare “Ali”, “AliGoldenMan” mi aiuterà a non confonderlo con gli amici libanesi.
Credo sia stata una buona idea portare in una casa qualche pezzo dell’altra casa: le fedi sarde, gli oggetti in sughero, gli Istentales, il formaggio puzzosissimo sono stati molto apprezzati e mi hanno fatto capire come, in fondo, ovunque si viva un’emozione e si amino le persone, questa è casa.
Bè? niente più aggiornamenti????
Da: Tinozza su giovedì, 10 febbraio, 2011
alle '09:18 pm02'
Ciao bella, come va?
un bacio grande….a presto
Da: Nico su lunedì, 21 febbraio, 2011
alle '09:18 am02'