Pubblicato da: verovacca | martedì, 22 marzo, 2011

Un topo per capire il mondo

Finora non ero ancora riuscita ad interpretare l’atteggiamento delle guardie nel centro. Era evidente, sì, il fatto che avessero con i richiedenti asilo delle relazioni distaccate, ma mi sembrava che il tutto potesse essere molto professionale (ed anche positivo considerando le notizie che arrivano invece dai nostri Cpt). Qualche mattina fa, però, è successo qualcosa che mi ha finalmente fatto capire come alcune persone che lavorano nel  centro vedano le famiglie che ci vivono. Mentre eravamo all’asilo, da una delle lampade sul soffitto è caduto un topolino, minuscolo. Le due insegnanti hanno cominciato con scene da commedia all’italiana, saltando sui tavoli e gridando e, mentre io e Julia cercavamo di prendere il topolino per metterlo fuori, una delle Kasie è andata a chiamare una guardia. La sua prima idea è stata quella di prendere una scopa e schiacciarlo, ma vista la mia reazione, la cosa più astuta che è arrivato a pensare è stata quella di aprire la porta dell’asilo, in modo che il topolino potesse fuggire per il corridoio. Il piccolo dettaglio che non ha preso in considerazione, però, è che nello stesso corridoio si affacciano le porte di alcuni alloggi delle famiglie. Così io ho fatto di tutto perché l’animaletto impazzito riuscisse ad arrivare all’uscita e fuggisse in giardino, ma ovviamente, spaventato come era, ha cercato altre vie di fuga prima che il lunghissimo corridoio finisse, passando alla fine da una delle fessure alla base delle porte ed entrando nella lavanderia. Una volta “scomparso” dalla vista, per la guardia il topo si era come smaterializzato ed il problema risolto. Allora gli ho domandato gentilmente di aprire la lavanderia (chiusa rigorosamente a chiave non si capisce per quale ragione specifica…) e permettermi di liberare finalmente in giardino il topolino, prima che cominciasse a rosicchiare gli indumenti lasciati nella stanza dalle signore (anche perché di solito sui vestiti dei bambini sembra sia già passato un esercito di topolini rosicchianti). Ma per la guardia e le maestre a quel punto il problema non esisteva più “sono abituati questi ad avere i topi in casa!” Eh! Come non averlo capito prima? Vivono in condizioni inumane, perché cambiargli le abitudini e farli sentire spaesati? L’unica nota positiva della faccenda è che mi ha dato la rabbia sufficiente per iniziare a litigare in polacco: visto che la traduzione che Julia continuava a fare delle mie parole perdeva dell’indignazione necessaria, ho deciso di cominciare a parlare polacco alla stupida guardia che sorrideva continuando a ripetermi di non capire l’inglese. Insomma la frase che sono riuscita ad articolare è stata più o meno questa: “ti piace tu hai topo a casa?”, ma lui ha risposto dicendo che sì, a lui piace moltissimo! Allora, facendo un’accurata censura tra tutti gli insulti che come per tradizione ho imparato prima di tutto il resto, gli ho detto che è veramente stupido. Incredulo, mi ha chiesto di ripetere. E’ stato uno scambio interculturale: ha imparato che freddezza e sottomissione al maschio non accomunano donne polacche e sarde ;-)

 


Risposte

  1. Come si dice in polacco: ari appiccau mali is crais… :D
    E tu accabbadda di sbertire polacchi!!


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